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Provare una scarica di adrenalina, sfidare i propri limiti, trovarsi di fronte al pericolo, partire alla volta di itinerari lontani… se amate il rischio e volete cimentarvi in viaggi estremi, le proposte sono davvero tante e pronte a soddisfare i desideri dei più avventurosi.

Per chi è sempre stato affascinato dai ghiacci e dalle magiche atmosfere nordiche, non c’è niente di meglio di un’avventura tra i poli: con una slitta trainata dai cani si parte alla volta dei territori artici, si ammira l’aurora boreale, si imparano le usanze lapponi, si cammina sulle racchette e si dorme in igloo.

Se invece preferite calarvi in un altro mondo potreste vestire i panni di Gengis Khan: è possibile trascorrere un’avventura a cavallo, vivendo, viaggiando, cucinando come un cavaliere mongolo e immergendosi completamente in un’esperienza fuori dal tempo per tornare all’epoca del famoso condottiero.

Chi ama il rischio può essere attratto dall’idea di nuotare tra gli squali: in Sudafrica o nelle Bahamas si possono, infatti, incontrare i pericolosi animali protetti solo da una gabbia d’acciaio o si può scegliere di immergersi nel Golfo del Messico a contatto con la piovra gigante.

Sono gli abissi ad affascinarvi? Potreste allora andare alla scoperta del Titanic: è possibile scendere fino a quattromila metri sotto la superficie del mare e, a bordo di piccoli sommergibili, navigare tra i resti del più famoso relitto al mondo, ammirando ciò che rimane dell’imponente nave affondata la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 e sentirsi per un momento protagonisti dell’indimenticabile film di James Cameron.

Se amate il contatto con la natura l’idea per voi è invece l’ecosafari: dovrete lasciare, però, abitudini e comodità per entrare in altro mondo, popolato da leoni, leopardi, elefanti e rinoceronti, addentrarvi a piedi, o con escursioni in auto, in territori selvaggi, pernottare in tenda e ascoltare i tantissimi rumori della foresta prima di addormentarvi ammirando un tappeto di stelle.

Qual è l’avventura che fa per voi?

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Il viaggio è un’avventura che porta conoscenza e arricchimento. Viaggiare significa sperimentare, comprendere. Per viaggiare bisogna porsi con uno spirito propositivo verso l’altro e l’altrove. Ci sono viaggi che riconducono a luoghi molto evocativi per la nostra mente. Uno tra questi senza dubbio è il Capo di Buona Speranza in Sud Africa.

Nell’immaginario collettivo è considerato il punto più a sud di tutto il continente africano, il punto di incrocio tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico. In realtà il punto più a sud è il Capo Aghulas. Il Capo di Buona Speranza è identificato come un finis terrae: a seconda della prospettiva in cui si guarda, “finisce e ricomincia il mondo”.

Fu Bartolomeo Dias nel 1478 per la prima volta a raggiungere il Capo, da lui battezzato come “Capo tempestoso” per i forti venti. Vasco de Gama  nel 1497 doppiò il Capo nel suo tragitto verso le Indie.

Il capo è stato fonte di ispirazione per scrittori e poeti. Basti pensare che il portoghese Louis Camois scrisse il suo poema , che si rifaceva alla mitologia greca romana. Il Capo è un gigante, Adamastor, trasformato in roccia per essere stato punito per il suo amore per Teti, la più bella tra le Nereidi, di cui era innamorato anche Peleo.

Oggi il capo di Buona speranza è costituito da due spiagge di ciottoli, ma è Cape Point, il punto più a nord-ovet della Penisola del Capo, a essere il vero luogo di attrazione. La regione intorno al Capo è costituita da un grandissimo parco naturale, più di 7000 ettari di terreno per 40 km di costa. La riserva ospita numerose specie di uccelli, in particolare struzzi, antilopi, gnu, facoceri e babbuini.

Il Capo di Buona Speranza è un luogo, per la sua valenza simbolica, da visitare nel momento in cui la vita ci richiede un momento di riflessione verso un cambiamento.
Qualcuno di voi c’è mai stato?

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